Nato nel 1997 il Sistema Informativo Regionale per il Turista, progettato e coordinato dal Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione Emilia-Romagna, rappresenta un sistema unico nel suo genere per la mole delle informazioni presenti, per l’ampiezza dei territori cui si riferiscono e per il suo modello organizzativo. Il sistema si basa, infatti, su 19 redazioni locali, che operano in autonomia per valorizzare il proprio territorio attraversi siti locali che consentono di mettere a disposizione una grossa mola di dati turistici omogenei e aggiornati. La redazione dell’Appennino Bolognese è composta dai 14 Comuni presenti nelle vallate del Reno e del Samoggia raggruppati in tre redazioni locali: la Comunità Montana della Valle del Samoggia, la Comunità Montana Alta e Media Valle del Reno (per i Comuni di Marzabotto, Vergato, Castel d’Aiano, Grizzana Moranti, Gaggio Montano, Castel di Casio, Camugnano e Granaglione), il comune di Porretta terme ed il comune di Lizzano in Belvedere (ente capofila del progetto).




In queste terre apparentemente abbandonate dal mondo si sono alternate per secoli vicende storiche e umane spesso comuni anche ad altre parti limitrofe dell’Appennino, a volte invece più peculiari, ma che sempre hanno avuto per protagonista gente povera, civile ed operosa di vero stampo montanaro. Vissuta spesso in un isolamento economico e culturale durato secoli, questa gente di “…cultura periferica all’urbano con consapevolezza storica e umana…”, come la descrive il professor Guidotti, affezionato studioso della sua terra, inizia a trovare un po’ di riscatto in età moderna e contemporanea, ed ancora oggi sta gradualmente elaborando il trapasso da ritmi antichi ad abitudini attuali.
La tranquilla realtà campestre e montanara di oggi nasconde un passato di origine antica, rimanda a stirpi, culture, lingue, religioni diverse unificate col tempo nella realtà culturale di oggi dalla Chiesa “erede” di Roma. Quel passato remoto emerge da sottoterra (reperti archeologici), dai toponimi, da certe parole dialettali, da certe caratteristiche somatiche degli abitanti.
Questo apparente beato isolamento, in realtà ha vissuto per secoli dense vicende contraddistinte da conquiste e sopraffazioni, rotture di equilibri secolari di abitudini, tradizioni, ritmi di vita a cui, benché intercalato a sofferenze e stenti, gli abitanti della montagna non vogliono rinunciare.
Solo a partire dalla fine del XIX secolo, l’integrazione col mondo della pianura prende il suo lento avvio ma sono sempre segni tardivi di un mondo che segue a fatica l’evoluzione della pianura, Le genti della montagna erano ruvide, terrigne, di carattere fiero e legate a usi che andavano indietro nel tempo, tradizionalmente ostili a governi imposti dall’esterno e rese sospettose, diffidenti, litigiose da una vita difficile di secolare isolamento economico e culturale e spesso di fame che spingeva anche all’emigrazione.
Col volgere del secolo matura l’opinione pubblica ed emergono nuove esigenze di un vivere meno disperato e la consapevolezza che un contatto diretto con realtà di respiro regionale e nazionale può portare ancora molti benefici al territorio..